LA GIUSTIZIA (arcano VIII)

Pubblicato in - Amicizia & Amore & Autostima & Cartomanzia & Sessualità il 27/05/2018 0 Commenti

Parlo di questo arcano, perchè è molto interessante. Durante una divinazione, non sempre è semplice decodificarlo. Difatti vanno valutate le altre lame presenti. Esso significa varie cose. Spesso dà del filo da torcere. Guarda caso: come mai proprio la giustizia?!

Il numero otto esprime la piena solidità e l’equilibrio.

I due piatti della bilancia rilanciano l’equilibrata relazione tra i due contrari in ogni dimensione.

ELEMENTO COSMOLOGICO

Il segno della bilancia è dominato da Venere. E’ il segno cardinale dell’aria, l’elemento mediano tra acqua e fuoco, il risultato dell’unione tra due opposti. Il perno dei due piatti della bilancia è l’Axis Mundi, l’asse del mondo; i due piatti sono le coppie di contrari, le opposizioni che vanno conciliate per trovare equilibrio. L’equilibrio consiste nella continua ricerca dell’equilibrio, i due piatti della bilancia cercano la stasi, ma non stanno mai fermi. Il segreto è nello stare in bilico.

SIMBOLOGIA ESOTERICA

Quasi tutte le religioni rimandano la fruizione della giustizia all’oltretomba. In India il concetto di giustizia è legato al Dharma, la legge morale e al Karma, la legge casuale, che sorreggono gli equilibri dell’universo. In India la giustizia universale è percepita in modo così forte da rendere superflua la presenza di un Dio. L’universo tende all’equilibrio, le mie azioni creano un riverbero che modifica tale equilibrio, innescando il meccanismo karmico. L’universo memorizza a mio nome gli effetti delle mie azioni, legandoli indissolubilmente al mio sè e li restituirà.

Con la spada e la bilancia, la giustizia esegue il giudizio dopo aver soppesato con la bilancia. La spada in effetti se decido di decodificarla nella divinazione, significa taglio netto di una situazione. Filosificamente, la legge del taglione, occhio per occhio, dente per dente, è la versione morale di una legge fisica, il terzo principio della dinamicaad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” . La reciprocità è la regola su cui si è fondata l’antica etica ed il diritto giuridico.

PSICOLOGICAMENTE

Equilibrio, contratti, matrimonio, convivenza verdetto, ufficializzazione di qualcosa, misura, mediazione, diplomazia, armonia, slanci amorosi, capacità di godere (Venere), si raccoglie ciò che si semina, ecc. La valutazione dei pro e dei contro in una situazione.  Cambia il significato se valuto il settore affettivo o lavorativo. La spada richiama l’analisi intellettuale, il pensiero giudicante, che decide cosa farsene dell’esperienza, cosa salvare e cosa eliminare di ogni vissuto. La capacità di mediare, trovare un punto di accordo. Se finisco vittima della frenesia analitica rischio di essere titubante. Se osservo troppo i dettagli, e perdo il momento idoneo di agire mi trovo fuori tempo, l’indecisione è un blocco. C’è anche il senso del dovere, che nel caso di critiche eccessive o false, può alimentare in noi, il senso di colpa, modo sicuro per ottenere la certezza di una condanna.

Sull’albero della vita (Cabala)

la giustizia unisce La Sefirah di Marte a quella del sole.  La perfetta giustizia è una fonte di realizzazione dell’uomo-Dio. Marte è giudizio e sole è armonia o bellezza, a suggerire che il metro di giudizio deve essere la proporzione armonica e simmetrica del centro. E interessante analizzarla nel regno di acqua a livello astrologico. L’attesa protratta oltre la scadenza del tempo è un sostare eccessivamente nel piacere. L’equilibrio qui è precario, un istante di troppo può pervertire il gusto e convertire il piacere in nausea. Il senso del piacere è la sua breve durata. Ogni piacere protratto a lungo provoca la perdita del piacere stesso. l’equilibrio nel campo emotivo non è mai una stasi, ma un leggero oscillare di onde. Nel regno di aria, la sconfitta è un buon insegnamento se uso la conoscenza.

Se la mia scienza non prosegue ideali di giustizia è una sconfitta per la legge morale. Nel regno terra l’affanno cresce con l’aumentare  del successo, l’equilibrio per il mantenimento di quanto ottenuto è innanzitutto un cercare di evitare attaccamenti. L’equilibrio insegna a trattare i successi come effimeri, in modo da ridurre il peso dell’attaccamento. Nel regno di fuoco l’esito della lotta spesso è una questione di giudizio, di misura ed equilibrio come in una partita a scacchi. La vittoria può anche essere il trionfo dopo un lungo processo decisionale, che alla fine inaugura la lotta per la realizzazione di ciò che ho scelto.

 

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